Giussani, Luigi. Ciò che abbiamo di più caro: (1988-1989). Prefazione di Julián Carrón. I libri di Luigi Giussani: L’Equipe. Milano: Biblioteca Universale Rizzoli, 2011.

Ciò che abbiamo di più caro: (1988-1989)
Carrón Julián  Prefazione
Giussani Luigi  Autore
Grassi Onorato  Nota storica

BUR Italiano 2011 Pagine: 592

Ultimo aggiornamento
05/06/2025


Giussani, Luigi. Ciò che abbiamo di più caro: (1988-1989). Prefazione di Julián Carrón. I libri di Luigi Giussani: L’Equipe. Milano: Biblioteca Universale Rizzoli, 2011.



Full Text

Storia Editoriale

Volume miscellaneo che raccoglie interventi e conversazioni dell’Autore con i responsabili degli studenti universitari di Comunione e Liberazione svoltisi negli anni 1988 e 1989 (Equipe del CLU); si tratta del sesto volume della serie “L’Equipe” edito nella collana “I libri di Luigi Giussani”.
I testi, raccolti in ordine cronologico, sono preceduti dalla prefazione Un flusso continuo di novità, redatta da Julián Carrón (pp. I-XI).
Ogni Equipe è anticipata da una nota storica a cura di Onorato Grassi (in corsivo nel testo) che contestualizza l’evento. Come riferito nella Nota editoriale (p. 6), in occasione della redazione del presente volume tutti gli scritti sono stati rivisti sulla base della documentazione, scritta e audio, conservata presso l’Archivio della Fraternità di Comunione e Liberazione; è stata mantenuta la forma orale dei dialoghi e delle conversazioni.

1988

Il primo testo, “Ridare identità all’umano” (pp. 7-92), riporta gli interventi dell’Autore e i dialoghi con gli studenti relativi all’Equipe svoltasi a Rimini dal 29 al 31 gennaio 1988, successivamente alle vicende referendarie dell’autunno precedente.
L’“Assemblea” iniziale (pp. 8-55) è un testo inedito.  
Della “Sintesi” (pp. 56-92) vi sono precedenti edizioni, ma la versione qui pubblicata secondo i nuovi criteri redazionali sopra indicati è più ampia e dettagliata.
Nel 1988, una sintesi dell’intervento è editata, sotto forma di appunti, con il titolo “Incontro all’umano” in Il Sabato (maggio 21, 1988, pp. 23-25. Testo non rivisto dall’autore). Probabilmente nello stesso anno, l’intervento dell’Autore viene diffuso in lingua spagnola nel libretto La necesidad de una personalización en la vida de la comunidad (Comunión y Liberación, [1988?]).
Nel 1993, lo scritto è riproposto con lo stesso titolo nel volume miscellaneo Un avvenimento di vita, cioè una storia: Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti: Interviste, conversazioni, interventi di monsignor Luigi Giussani a partire da registrazioni, non rivisti dall’autore (a cura di Carmine Di Martino, EDIT: Il Sabato, pp. 219-235; modifiche di carattere redazionale e nella suddivisione e titolazione di alcuni paragrafi; l’incontro è erroneamente datato febbraio 1988). Solo in questa edizione (1993) gli ultimi due capoversi del paragrafo 6 “Gli strumenti” del testo edito in Il Sabato (1988, p. 25; corrispondente a BUR, 2011, p. 90) sono stati spostati a conclusione del paragrafo “La domanda, modalità operativa di appartenenza alla compagnia” (EDIT: Il Sabato, pp. 234-235).
Chiude il capitolo l’“Omelia” (pp. 91-92), inedita. 

Segue lo scritto “Strani uomini” (pp. 93-163). Come spiegato nella nota storica (pp. 93-94), l’argomento dell’Equipe svoltasi a Rimini dal 27 al 29 maggio 1988 fu determinato dalla pubblicazione del Volantone di Comunione e Liberazione (“Pasqua 1988”, pp. 94-95), che riporta un brano di Il racconto dell’Anticristo di Vladimir Solov’ëv, da cui è tratto il titolo del presente volume. Esso fu oggetto di discussione e confronto in tutte le università italiane. Per la sua importanza, questo documento diventerà il manifesto permanente del Movimento (cfr. BUR, 2011, p. 200; cfr. Alberto Savorana, Vita di don Giussani, Rizzoli, 2013, p. 785). 
L’“assemblea” è qui pubblicata per la prima volta (pp. 95-135).
Segue la parte intitolata “Sintesi” (pp. 136-162), già editata nel 1989 in forma concisa con il titolo “Il Mistero presente” in Il Sabato (aprile 22, 1989, pp. 84-91. Con successiva traduzione). Nel 1993 è riproposta in occasione della pubblicazione della miscellanea Un avvenimento di vita, cioè una storia: Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti (“Il Mistero presente”, in EDIT: Il Sabato, pp. 237-251; alcune modifiche di carattere redazionale, nuova titolazione di alcuni paragrafi).
L’“Omelia” durante la Santa Messa è un testo inedito (p. 163).

Il capitolo “Trasformare il presente” (pp. 165-313) riporta i testi inediti degli interventi dell’Autore e le conversazioni con gli studenti durante l’Equipe che si svolse a Corvara dal 20 al 25 agosto 1988: “Introduzione” (pp. 166-167), “Omelia 1” (pp. 168-170); “Lezione” (pp. 171-203), “Omelia 2” (pp. 203-205), “Serata di canti russi” (pp. 206-211); “Introduzione all’Assemblea” (pp. 212-219), “Assemblea” (pp. 220-261), “Incontro su Giovanni Pascoli” (pp. 262-276); “Introduzione all’Angelus” (p. 277), “Sintesi” (pp. 278-307) e “Avvisi” (pp. 308-313).
Inoltre, nel pomeriggio del 21 agosto fu organizzato da Giussani un incontro con un gruppo di monaci buddisti del Monte Koya, giunti in Italia su suo invito per partecipare al Meeting di Rimini (cfr. BUR, 2011, pp. 200-202). Il 24 agosto, invece, ebbe luogo una lezione tenuta dal noto psichiatra Eugenio Borgna, ripresa dall’Autore nella sintesi finale (cfr. BUR, p. 286; cfr. Alberto Savorana, Vita di don Giussani, Rizzoli, 2013, pp. 778-783). Le trascrizioni dei due incontri non sono state pubblicate nel presente volume.

1989

Il capitolo “La testimonianza di una compagnia” (pp. 317-370), relativo all’Equipe tenutasi ad Assago il 27 febbraio 1989, raccoglie gli interventi inediti dei partecipanti all’“Assemblea” (pp. 318-349) e il testo dell’“Omelia” (pp. 366-367). 
Per quanto riguarda la “Sintesi” (pp. 350-365) vi sono precedenti edizioni che differiscono dalla stesura BUR (2011).
La prima pubblicazione dello scritto è del maggio 1989 sulla rivista spagnola Nueva Tierra con il titolo “Para que la verdad nazca de la carne” (Nueva Tierra, 6 1989: pp. 4-8). 
Nell’agosto dello stesso anno il testo è editato in lingua italiana, con il titolo “Appunti presi da una conversazione di Monsignor Luigi Giussani con universitari, 27 febbraio 1989”, nel volumetto Come 2000 anni fa: Tre interviste a monsignor Luigi Giussani. Con gli appunti da una conversazione con un gruppo di universitari, febbraio 1989 (supplemento a Il Sabato, agosto 5, 1989, pp. 85-96; la pubblicazione presenta la dicitura “testo non rivisto dall’autore”).
Nel 1993, lo scritto è riproposto con il titolo “La verità nasce dalla carne” nel volume Un avvenimento di vita, cioè una storia: Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti (EDIT: Il Sabato, pp. 255-264; lieve revisione, inseriti titoli dei paragrafi).

“Dalla terra, la verità” (pp. 371-419) riguarda l’Equipe svoltasi a Milano l’11 giugno 1989. L’incontro con gli studenti ebbe a tema la vita nelle comunità, le elezioni universitarie e il testo del Volantone pasquale (“Pasqua 1989”, p. 370), che riporta un brano tratto dall’opera di Emmanuel Mounier intitolata Lettere sul dolore (BUR, 2001, p. 40).
Il testo dell’“Assemblea” è inedito (pp. 371-403).
Una prima redazione della sintesi (pp. 404-419), ancora inedita in italiano, era stata pubblicata nel 1989 in lingua portoghese per la diffusione in Brasile con il titolo “Para ser protagonista da história” (CL-Comunhão e Libertação, 15 1989: pp. 4-7). 

“Un dialogo continuo” (pp. 421-528) raccoglie gli interventi inediti relativi all’Equipe che si svolse a Corvara dal 19 al 24 agosto 1989.
Il capitolo si apre con il “Saluto introduttivo” (pp. 422-423), il testo dell’“Omelia 1” (pp. 423-425) e gli avvisi (pp. 425-427).
Seguono i paragrafi relativi alla seconda giornata: “Lezione 1” (pp. 428-439), “Omelia 2” (pp. 440-443) e “Serata di ascolto dell’Arpeggione di Franz Schubert” (pp. 445-446).
Nella giornata di lunedì 21 agosto, all’“Introduzione all’assemblea” (pp. 447-448) seguì l’“Assemblea” con gli studenti (pp. 449-474), in cui fu messo a tema il lavoro svolto durante l’Equipe del giugno precedente (cfr. pp. 371-419)
Dopo i testi “Introduzione” (pp. 475-476) e “Omelia 3” (p. 477) è riportato un breve resoconto dell’incontro, svoltosi nel pomeriggio del 22 agosto, con Li Lu, studente di Fisica all’Università di Nanchino e uno dei protagonisti degli avvenimenti di piazza Tiennamen del 4 giugno 1989, a cui fanno seguito le conclusioni di Giussani (“Incontro con Li Lu”, pp. 478-479). Lo studente cinese intervenne brevemente anche a conclusione della “Serata di ascolto di canti e di Lieder di Schubert” (pp. 480-482).
Come anticipato dall’Autore (p. 483 e 501), la consueta sintesi fu suddivisa in due parti: una prima parte, corrispondente al testo intitolato “Lezione 2” (pp. 483-505), seguita dal testo dell’“Omelia 4” (pp. 506-507); una seconda parte, corrispondente alla “Sintesi”, svoltasi nella mattinata conclusiva del 24 agosto (pp. 509-528). Si segnala che lo scritto “Serata di ascolto di Ludwig van Beethoven” (p. 508) è in realtà un breve commento di Giussani su un brano musicale del compositore, espresso prima della recita delle Lodi e della successiva sintesi (dato reperito presso l’Archivio della Fraternità di Comunione e Liberazione a volume già pubblicato).

In “Appendice” sono raccolti i testi dei primi Volantoni di Pasqua: “Pasqua 1982. Cristo la compagnia di Dio all’uomo” (pp. 531-535), “Pasqua 1983. Le Christ est ressuscité” (pp. 536-537), “Pasqua 1984” (p. 538), “Pasqua 1985” (p. 539), “Pasqua 1986” (p. 540) e “Pasqua 1987” (p. 541).

Il volume si chiude con la “Legenda” (pp. 542-546), gli “Indici” (pp. 547-565) e il “Sommario” (pp. 567-569). [C. C.]

 

Sintesi Dei Contenuti

1988
Ridare identità all’umano
I referendum del novembre 1987 impegnarono gli universitari di Comunione e Liberazione ponendoli nuovamente dinanzi alla questione del potere. Più che una crisi della politica si avvertì una decadenza radicale dell’esistenza umana stessa: era sempre più difficile rispondere alla domanda su chi fosse l’uomo. Il cammino di personalizzazione della fede, iniziato negli anni precedenti, venne così ad assumere un compito nuovo: ridare identità all’umano. Ciò che caratterizza questo tempo storico è la violenza. Il risultato è che la persona è concepita semplicemente come un fascio di reazioni. Ciò comporta due conseguenze: in primo luogo l’io risulta dissociato, cioè ragione e affezione sono slegate; in secondo luogo dominano la paura e la presunzione. È proprio in virtù di questa progressiva riduzione dell’umano che il potere governa e determina il singolo. Si avvera perciò una sorta di anoressia dell’umano che dissocia il soggetto e lo fa vivere nella paura. Il compito della comunità cristiana, dunque, è quello di ridare identità all’uomo. Cosa definisce dunque questa identità? L’uomo è caratterizzato innanzitutto dalla libertà, ovvero dalla capacità di percepire la realtà attraverso il paragone tra ciò che incontra e il suo cuore. La libertà nasce quindi come percezione della realtà (conoscenza) e come affetto ad essa. Il secondo fattore della libertà è il giudizio che, in quanto tale, è frutto di una corrispondenza non automatica e di un lavoro. La terza caratteristica della libertà è di essere una prassi creativa, cioè un’esaltazione della corrispondenza ultima fra la realtà totale e il cuore dell’uomo, essendo entrambe fatte dall’unica intelligenza di Dio. Come avviene questo ridestarsi dell’identità autentica dell’uomo? Attraverso l’incontro con una realtà umana viva, qualitativamente differente, capace di attrarre perché corrispondente al cuore. L’incontro si dilata poi in una compagnia che è il luogo geografico e sociale in cui si è chiamati a vivere ciò che l’incontro ha ridestato. Occorre, tuttavia, evitare il rischio di ridurla, secondo un uso strumentale, a un progetto di potere. Da una compagnia così intesa, infatti, non possono che conseguire la degenerazione dell’operosità ad attivismo e la riduzione della vita comunitaria a schemi prestabiliti, siano essi vocali (discorso) od operativi (attività). Una compagnia siffatta è una compagnia egocentrica. La domanda, al contrario, è la modalità operativa di appartenenza alla compagnia. In essa si attua l’intreccio di ragione e affezione. Domanda e gratitudine vigono là dove la compagnia è concepita e vissuta come luogo di cammino, sorgivo del richiamo e dell’aiuto alla propria identità. Pretesa e lamento emergono, invece, quando la compagnia è vissuta in modo egocentrico. L’espressione della compagnia più grande è la preghiera, la domanda che avvenga l’Avvenimento in cui si è stati coinvolti.

Strani uomini
La lettura da parte degli universitari del Racconto dell’Anticristo di Solov’ëv – scelto poi come testo del Volantone di Pasqua – provocò sorpresa e suscitò nuovi interrogativi nella vita delle comunità. In un frangente in cui queste vivevano una fase di grande vivacità, il racconto di Solov’ëv fu colto come un invito a fare i conti con la natura originale del cristianesimo. Il luogo in cui l’io esprime se stesso è l’ambiente in cui vive. Tuttavia, essendo questo organicamente connesso con la presenza devastante del potere, emerse alla coscienza degli universitari che era possibile leggere il brano di Solov’ëv ed essere d’accordo con il suo contenuto, senza però, esserne provocati. Di fronte alla sfida lanciata da quel testo emerse un grave disagio e sorse una domanda: che pertinenza ha il cristianesimo con il quotidiano? Il disagio rileva e al contempo genera una fragilità, perché ciò a cui si aderisce, teoricamente e praticamente, non ha la capacità di trasformare la quotidianità. Ciò che non è in grado di incidere e trasformare il presente è qualcosa di fragile. Questa fragilità nasce da un dualismo vissuto (essere d’accordo, ma non provocati) e si identifica con una frammentarietà. In questo modo le iniziative della comunità non generano una personalità. Avere coscienza di questo disagio, tuttavia, è già l’inizio della maturità. Ora, la mentalità dominante tenta di distruggere la ricchezza della proposta cristiana e la personalità che essa è capace di generare. Il fatto cristiano, infatti, è caratterizzato da una presenza che, perturbando il presente, rende inquieto ogni dinamismo e disturba ogni meccanismo prestabilito dal potere. La coscienza di questo fatto rende la vita un flusso continuo di novità. La Sua presenza emerge corporalmente in una compagnia: la comunità è la storia in cui l’incontro diventa permanente; è il luogo dove la trama dei rapporti costituisce lo strumento con cui Cristo incontra il singolo. Questa compagnia è per la persona – perché la presenza di Cristo è per la persona – e questa si costituisce nella risposta che dà alla compagnia stessa. Quella cristiana è una comunità che libera, perché ciò che rende veri è l’esperienza della libertà e la libertà è il nesso con il significato. Al contrario, le conseguenze sulla personalità che il potere è capace di generare possono essere devastanti. La prima conseguenza è una difficoltà a comprendere, che comporta a sua volta un infragilimento della ragione. La seconda conseguenza è la frattura tra riconoscimento e affettività. L’amicizia cristiana, invece, introduce il soggetto nella realtà quotidiana, invitandolo a verificare se Cristo è ciò che ha di più caro. La grande legge di questo strumento che Cristo ha scelto per essere presente, cioè la Chiesa, è il seguire. L’esito del seguire è un’appartenenza nella quale il Mistero diventa sempre più familiare all’io e un cambiamento significativo nel soggetto i cui segno sono: la letizia, la missionarietà come «epifania di un’identità», la capacità di sfidare le circostanze e, infine, la domanda che è fare spazio al Mistero perché si manifesti.

Trasformare il presente
Ciò che ricostituisce l’originale innocenza è il contatto con l’ideale che si rivela. Questo essere rifatti innocenti è possibile per una Presenza reale che coincide con la comunità cristiana. Aderendo ad essa si realizza una memoria sempre più continua. Tutte le mattine (la mattina è quando si riprende la coscienza del vivere) c’è la possibilità di questa ripresa e ciò dipende profondamente dalla libertà come memoria di un fatto che c’è e come volontà di aderire al Destino. Il contenuto di questa ripresa è il riconoscimento dell’appartenenza a una realtà vivente. Ogni mattina dunque si gioca una lotta per la ridefinizione di sé. È possibile decidere se essere trascinati da tutte le circostanze in cui Dio svolge il Suo misterioso disegno o se aderivi con libertà. Per questo occorre una forza che nasce da un amore alla propria vita, da una tenerezza verso di sé. Questa ripresa mattutina è dunque l’impresa umana più importante e più grande. C’è nell’uomo una mancanza di equilibrio da cui scaturisce un’irrequietezza che genera insoddisfazione. Questa mancanza di equilibrio ha una radice profonda che si chiama peccato originale. Tutto tende a strappare l’uomo dall’identità in cui risiede la sua innocenza. Essa deve allora per forza diventare una lotta; il termine esatto è lavoro. Non ci si deve scandalizzare della “follia” che determina l’esistenza, qualunque grado essa raggiunga; non deve diventare scandalo che l’innocenza del mattino debba soffrire fatica, perché esiste sempre la possibilità di essere accolti. Si è abbracciati da Dio. Egli, per documentare questa Sua vicinanza, è diventato un uomo ed è morto dando se stesso. Oggi Cristo abbraccia l’uomo con tutta la sua follia attraverso l’abbraccio di una compagnia umana. È la gratuità di Cristo che cinge la follia dell’uomo e la convoglia verso un’insospettata positività. La compagnia è anche un aiuto a vivere l’innocenza. Se essa è aiuto, allora la prima questione è identificare dove stia veramente questa compagnia. È amico, infatti, chi strappa dall’istintività. L’aiuto è il contatto con l’ideale che diventa lavoro. Per essere aiutati tuttavia non si può soltanto desiderare, ma occorre che siano spaccati i confini della meschinità, ovvero che si domandi. La domanda, infatti, rompe la misura e spalanca alla totalità. Essa è l’essenziale forma della ripresa del mattino. Non vi è lavoro se non è domanda. Il mendicante, perciò, è la figura dell’uomo.

1989
La testimonianza di una compagnia
Il contraccolpo prodotto dal volantone e dalle equipe precedenti portarono all’interno delle comunità del CLU a un lavoro sempre più assiduo che ne cambiò il volto. La comunità stessa divenne maggiormente luogo della personalizzazione della fede e della costruzione della propria identità umana. La ripartenza nasce da una gratitudine, ma la verità di questa gratitudine riguarda il nesso tra il Mistero e l’uomo. Partendo dalla gratitudine per Cristo non si può non rilevare la presenza di un germe ignoto di diversità nella compagnia cristiana: il germe della fede. È necessario però che la novità che si è introdotta, per dirla con Mounier, “non si cristallizzi in dottrina” e che il discorso diventi esperienza. Che il discorso diventi esperienza vuol dire che investa sempre di più il rapporto tra l’io e il reale. Per essere meno fragili nell’impatto con la realtà, dunque, occorre una fatica nel prendere sul serio il discorso, la parola che è stata detta, la provocazione continua della compagnia cristiana, sia come motivo del suo costituirsi, sia come motivo della sua fedeltà. La condizione è una fatica reale che traduca l’ideale in tempo e spazio. C’è una nuova speranza nella vita: è il germe che differenzia la comunità cristiana da tutto ciò che la circonda. Il fattore fondamentale della speranza è aspettare: ciò che abbiamo di più caro nella vita è Cristo aspettato, più aspettato che visto. È un’esperienza in cui l’attesa prevale quantitativamente su ciò che si tocca. Tale è la natura della fede, della speranza e della carità, tutte tappe che si susseguono con calma, con sicurezza. Riprendendo Mounier, occorre che “la verità nasca dalla carne” e questo significa che la verità determini un cambiamento di sé nel guardare il presente; non si comprende e non si arriva a Cristo se non dal di dentro di questo cambiamento. La Sua potenza si mostra dentro l’esperienza presente di un cambiamento che diventa parto; è un’esperienza di generazione che cresce fino a diventare storia permanente. I fattori costitutivi della fatica di questo cambiamento sono due: il primo è la ragione, cioè il riconoscimento del perché e il perché è la corrispondenza tra quello che si propone e il cuore; il secondo fattore è l’affettività intesa come volontà di adesione. C’è anche un terzo fattore: la grazia, ovvero quella compagnia da cui si è originati. Il lavoro da compiere sarà quindi un dilatarsi della familiarità, come riconoscimento e come affezione, di questa Presenza: un’educazione a livello della ragione e un’educazione a livello della propria volontà. Questa realtà, che può essere penetrata attraverso il sacrificio e la fatica, costituisce il primo aspetto del parto, l’opera che cresce e la storia che si sviluppa. L’amicizia è il primo segno del cambiamento che il riconoscimento della Sua Presenza realizza: l’amicizia intesa come realtà sociale diversa, cioè generata diversamente (opera), e proiettata nel cammino del tempo e dello spazio diversamente (storia). Ogni intimismo e sentimentalismo viene strappato da questa concezione di amicizia che nasce dalla fatica di rendere carne l’ideale. Senza sacrificio, al contrario, si scivola in una dottrinalità. L’ultimo aspetto cui guardare è che la verità che nasce dalla carne è capace di sprigionare un gusto culturale. Che il discorso sia diventato esperienza si svela innanzitutto dal destarsi di un gusto di conoscenza vera. La forma che assume questo gusto culturale è la Scuola di comunità che facilita il penetrare del soggetto nell’esperienza quotidiana in continuo paragone con l’origine.

Dalla terra, la verità
È possibile sperimentare un cammino verso una coscienza nuova di sé più critica e nello stesso tempo più commossa, perché solo ciò che commuove diventa movimento. La prima questione è il desiderio che la vita sia utile. Senza utilità non si può neanche parlare di letizia. L’utilità della vita consiste nel generare e l’esito di questa generazione è la comunionalità, cioè un tessuto di rapporti tra gli uomini e tra gli uomini e le cose che si riflette in ogni particolare e che da ogni particolare rifluisce nel tutto. Questa è l’origine della gioia. Da questo punto di vista generare significa partecipare alla realtà come unico organismo vivo. C’è una legge fondamentale perché questa utilità si realizzi che si chiama obbedienza, nel senso di seguire un fatto. L’etica è obbedienza al Mistero e il Mistero si comunica attraverso un fatto. La connessione Mistero-fatto storicamente ha un nome: Gesù Cristo. L’esplosione della vita nasce dall’apertura a questo fatto ed essa è possibile per un riconoscimento. Essendo la presenza di Cristo dentro la realtà, si tratta di un riconoscimento nella realtà. Le conseguenze di questa apertura sono: la possibilità di dire “caro” a qualcuno; una nuova serietà dell’io con la vita; la possibilità di vincere la “frattura fra le cose”; la scoperta dell’umiltà. Così Cristo diventa sempre di più un punto determinato carnalmente, temporalmente e spazialmente: una compagnia guidata, in cui emerge il valore dell’autorità. Eticamente la parola che descrive la dinamica di questa compagnia è “seguire”. La sequela mette in gioco la libertà come paragone con la compagnia in quanto guidata. La libertà più vera è quindi una sequela. Il punto faticoso di questa legge è la diversità. Se la diversità, infatti, prevale più di ciò che unisce allora il fatto che unisce non è Cristo e questo porta fuori dalla comunità. L’obiezione della diversità fa diventare eticamente quasi impossibile il perdono. Al contrario accettare il sacrificio della diversità ha come derivazione più affascinante il perdono, cioè il prevalere del valore più importante su quello meno importante. Chi vive veramente la compagnia cristiana si sente molto più se stesso di prima; non è più lui, è un altro. L’assenza di una vera generazione, di un protagonismo nuovo nella vita, è sbloccata soltanto dall’obbedienza. È l’obbedienza, infatti, che rende capaci di generare, cioè di un protagonismo nuovo.

Un dialogo continuo
L’uomo è quel livello della natura in cui la realtà diventa segno, convocazione ad Altro. Tale richiamo non è a una sapienza scientifica ma a un incontro. Non si guarda veramente la realtà, infatti, se non nella sorpresa di un incontro in cui dominino stupore e umiltà. È da questa umiltà, dal riconoscimento che accoglie la proposta della realtà, che nasce quello che eticamente e moralmente si chiama “valore dell’istante”. È nella scoperta del valore del momento contingente che emerge il valore dell’io. La memoria rende, allora, tutto il corso del vivere diverso: un modo vero di intelligere, ovvero una nuova intelligenza della realtà. L’intelligenza coglie diversamente le cose grazie a una mossa dell’affettività. Il significato cui convoca il Mistero attraverso tutte le circostanze si è reso dono nella vita attraverso l’incontro con un uomo: “Il Verbo si è fatto carne”. Non è tanto l’incontro nella sua fattispecie effimera l’importante, ma quello che si è reso presente nell’incontro. Attraverso di esso tutto diventa messianico, nel senso che ogni istante della giornata è parte del corpo di Cristo, è segno della presenza del significato. Il significato si è fatto carne diventando irreversibile; è qui e ora attraverso un’unità tangibile. Ogni istante perciò diventa un passo d’attuazione del rapporto con l’Infinito; ogni istante è occasione per dar gloria al significato presente. Studiare, lavorare, i rapporti più cari trovano in Cristo la pienezza di significato, perché quel rapporto è la circostanza con cui il Mistero convoca a sé la persona. Fuori dal rapporto con chi, in modo libero e cosciente, ha risposto all’iniziativa dello Spirito di Cristo appartenendo alla compagnia cristiana, la memoria di quello che è accaduto non reggerebbe l’urto del tempo e delle circostanze. Quindi è solo nel rapporto con l’origine di quella compagnia che si chiarifica una strada personale. Vivendo la vita della comunità, dunque, la memoria del singolo resiste nel tempo divenendo una dimensione totalizzante. La compagnia ha il compito di smascherare il peccato essendo lei stessa segno di perdono. Il suo valore è sminuito, tuttavia, quando si privilegia l’essere insieme all’amore al Destino. Il Destino, che è Cristo, è della persona. La compagnia abbraccia il singolo in tutta la sua incoerenza perché incarna le braccia di Cristo stesso. Gli errori che è possibile commettere contro l’unità della compagnia sono due: una lettura individuale che attesta che il motivo dello stare insieme non è nulla di più che un’opinione; l’identificazione del servizio con il potere. Invece, “non si fa il Movimento avendo in mano sempre più cose (cioè sempre più potere), ma andando a fondo di un’opera”, vale a dire accettando la circostanza che Dio dona. Per sviluppare l’unità nella compagnia occorre pazienza e un’incessante domanda, che è il più grande gesto della vita: “La casa della nostra risposta può essere costruita sulla domanda”. Domandare insieme Cristo è l’essenza ultima dell’espressione dell’essere in compagnia. Il segno che qualcosa sta avvenendo di nuovo è la gioia e questa è l’ultima sfida che la comunità lancia al mondo: “Con Me conoscerai la gioia”.

 

Traduzioni

Francese - Redonnons à l’homme ce qu’il est - Giussani - Litterae Communionis-Traces - 2013
Inglese - Fr. Giussani: Our task is to Restore the Human Person to Himself - Giussani - Litterae Communionis-Traces - 2013
Polacco - Ksiądz Giussani. Naszym zadaniem jest przywrócenie człowiekowi samego siebie - Giussani - Litterae Communionis-Ślady - 2013
Portoghese - Don Giussani. A nossa obrigação é devolver o homem a si mesmo - Giussani - Litterae Communionis-Passos ediçao portuguesa - 2013
Portoghese BR - Dom Giussani. A nossa obrigação è devolver o homem a si mesmo - Giussani - Litterae Communionis-Passos edição brasileira - 2013
Spagnolo - Don Giussani. Nuestra tarea es devolver su identidad al hombre - Giussani - Litterae Communionis-Huellas - 2013
Tedesco - Don Giussani: Unsere aufgabe ist es, dem menschen sich selbst zurückzugeben - Giussani - Litterae Communionis-Spuren - 2013

Opere Collegate

1988 - Incontro all'umano - Giussani - Il Sabato - Italiano
1988 - La necesidad de una personalización en la vida de la comunidad - Giussani - Comunión y Liberación - Spagnolo
1989 - Come 2000 anni fa: Tre interviste a monsignor Luigi Giussani. Con gli appunti da una conversazione con un gruppo di universitari, febbraio 1989 - Giussani, Farina, Scola, Brunelli, Cardinale - EDIT Editoriale Italiana/Il Sabato - Italiano
1989 - Il Mistero presente - Giussani - Il Sabato - Italiano
1989 - Para que la verdad nazca de la carne - Giussani - Nueva Tierra - Spagnolo
1989 - Para ser protagonista da história - Giussani - CL-Comunhão e Libertação - Portoghese BR
1993 - Un avvenimento di vita, cioè una storia: Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti: Interviste, conversazioni, interventi di monsignor Luigi Giussani a partire da registrazioni, non rivisti dall’autore - Giussani, Ratzinger, Di Martino - EDIT Editoriale Italiana: Il Sabato - Italiano
2006 - Dall'utopia alla presenza: (1975-1978) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2007 - Certi di alcune grandi cose: (1979-1981) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2008 - Uomini senza patria: (1982-1983) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2009 - Qui e ora: (1984-1985) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2010 - L’io rinasce in un incontro: (1986-1987) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2011 - "Un flusso continuo di novità." In Ciò che abbiamo di più caro: (1988-1989), di Luigi Giussani - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2013 - Un evento reale nella vita dell’uomo: (1990-1991) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano
2013 - Vita di don Giussani - Savorana - Rizzoli - Italiano
2014 - In cammino: (1992-1998) - Giussani, Carrón - BUR - Italiano

Traduzioni Opere Collegate

Francese - Apatrides - Giussani - Litterae Communionis-Traces - 2008
Inglese - The Life of Luigi Giussani - Savorana - McGill-Queen's University Press - 2018
Portoghese - Luigi Giussani: A sua vida - Savorana - Edições Tenacitas - 2017
Russo - Ljudi bez rodiny - Giussani - Litterae Communionis-Sled - 2008
Russo - Priključenie dlja sebja samych - Giussani - Litterae Communionis-Sled - 2008
Spagnolo - La necesidad de una personalización en la vida de la comunidad - Giussani - Comunión y Liberación - 1988
Spagnolo - El Misterio presente - Giussani - Comunión y Liberación - 1989
Spagnolo - La experiencia de la fe como realidad: Una entrevista y dos conversaciones de monseñor Luigi Giussani - Giussani - El hilo rojo Universitarios Argentinos - 1993
Spagnolo - De la utopía a la presencia: (1975-1978) - Giussani - Ediciones Encuentro - 2013
Spagnolo - Seguros de pocas grandes cosas: (1979-1981) - Giussani - Ediciones Encuentro - 2014
Spagnolo - Luigi Giussani: Su vida - Savorana - Ediciones Encuentro - 2015
Spagnolo - Escuela de comunidad: «Esto llena la vida de curiosidad y de gusto» - Giussani - Litterae Communionis-Huellas - 2023

Testo Madre

Nomi

Carrón Julián  Prefazione
Giussani Luigi  Autore
Grassi Onorato  Nota storica
Apri in una nuova pagina


Biografia
Bibliografia secondaria
Criteri Redazionali
Introduzione CRITERI DI CATALOGAZIONE SUDDIVISIONE DELLE PUBBLICAZIONI INFORMAZIONI DISPONIBILI PER OGNI PUBBLICAZIONE Full Text
INFO DI NAVIGAZIONE
LA RICERCA E GLI STRUMENTI CARATTERISTICHE TECNICHE PERCHÉ REGISTRARSI
Aggiornamenti  e  news
CONTATTI
Luigi Giussani Scritti

IL PROGETTO

Il portale raccoglie e rende accessibili gli scritti di Luigi Giussani: quasi 5000 voci bibliografiche, testi integrali in 5 lingue e percorsi tematici dedicati.

NAVIGA

Ricerca avanzata » Il PerCorso Contatti Login

LINGUA

Italiano Inglese Spagnolo

NEWSLETTER

Ricevi aggiornamenti su nuove pubblicazioni, eventi e percorsi editoriali.

Comunione e Liberazione
Center for the Study of Giussani

© Fraternità di Comunione e Liberazione - CF 97038000580

Termini e condizioni Preferenze e cookie policy
it
IT EN ES
LOGIN

Visualizza dettagli per tipologia
Luigi Giussani
Bibliografia Secondaria
Scientifica
Altri scritti

Attività recenti

  • 4 ottobre 26
    • Hai visto la scheda diCiò che abbiamo di più caro: (1988-1989)
A
Z
A
Z
Risultati successivi
Luigi Giussani Scritti

IL PROGETTO

Il portale raccoglie e rende accessibili gli scritti di Luigi Giussani: quasi 5000 voci bibliografiche, testi integrali in 5 lingue e percorsi tematici dedicati.

NAVIGA

Ricerca avanzata » Il PerCorso Contatti Login

LINGUA

Italiano Inglese Spagnolo

NEWSLETTER

Ricevi aggiornamenti su nuove pubblicazioni, eventi e percorsi editoriali.

Comunione e Liberazione
Center for the Study of Giussani

© Fraternità di Comunione e Liberazione - CF 97038000580

Termini e condizioni Preferenze e cookie policy